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Bentrovato sul blog di SpaccioGrosso.it per un nuovo appuntamento prenatalizio con il gusto.

Proprio in attesa dell’arrivo del Natale, nelle ultime settimane abbiamo dato spazio ai partner che ci forniranno i loro panettoni artigianali e se non l’hai ancora fatto, ti invito a passare a breve in negozio per prenotare il tuo gusto prima che sia tutto sold out, perché stanno andando letteralmente a ruba.

Oggi però non parliamo di lievitati e dolci, bensì andremo a concentrarci su un altro protagonista assoluto della tavola, soprattutto nelle festività e nelle occasioni importanti: lo spumante e le bollicine migliori con cui brindare.

Prima di vedere la nostra selezione però vorrei fare anche un attimo il punto della storia, del perché ci piace tanto brindare quando dobbiamo celebrare un momento di gioia e da dove vengono le usanze che tutt’oggi seguiamo con devozione.

Innanzitutto una domanda: perché si utilizzano le “bollicine” invece dei vini fermi per celebrare le occasioni di festa?

Il primo motivo che possiamo individuare è che i vini frizzanti sono tendenzialmente più beverini e si adattano meglio ad un gusto universale che piace a tutti, ma non è tutto perché oltre al fattore gusto c’è da sottolineare che gli spumanti sono ormai legati in maniera indissolubile a tutta la simbologia e ritualità degli auguri di prosperità, ricchezza, salute e dei momenti di celebrazione in generale.

Se ci pensi bene, che si brindi per il Natale o per il nuovo anno, oppure per un compleanno, una laurea o un matrimonio, le bollicine sono sempre protagoniste assolute.

Dal punto di vista pratico se stai leggendo non devo sicuramente spiegarti che la differenza tra un vino fermo ed uno frizzante è principalmente la presenza di anidride carbonica responsabile del perlage delle bollicine e che permette al tappo di saltare dal collo della bottiglia facendo il botto come se fosse un proiettile.

PERCHÈ IL TAPPO CHE SALTA È COSI’ LEGATO ALL’IDEA DI FESTA?

Il classico “botto” è proprio un altro degli elementi chiave che ha reso lo spumante protagonista delle festività, perché secondo un’antica credenza il botto porta fortuna perché pare che il rumore del tappo che salta fosse in grado di spaventare eventuali spiriti e presenze avverse, liberando la casa dalla loro presenza.

Oltre al botto, anche l’atto di brindare ha delle radici e delle simbologie ben precise legate ad eventi lontani, infatti si ritiene che l’usanza sia di origine medievale, visto che all’epoca erano frequenti gli avvelenamenti ed il momento del brindisi era un patto di fratellanza e fiducia.

Come? I bicchieri erano solitamente pieni fino all’orlo e con l’urto si era soliti far cadere volontariamente un po’ di vino nel bicchiere dell’altro. Questo faceva in modo di prevenire eventuali contaminazioni e sempre per lo stesso proposito di sicurezza, c’è anche l’usanza di guardarsi negli occhi al momento del brindisi sia per tenere sotto controllo un eventuale nemico che potrebbe versare qualcosa nel bicchiere, sia anche per riuscire ad analizzare i suoi occhi e carpire se ci si può fidare della persona che si ha di fronte.

Per questo motivo ancora oggi è genericamente considerato maleducato e di poca affidabilità chi brinda senza guardare l’altro negli occhi ed in questo contesto il brindisi assume il connotato di gesto di pace, distensione ed armonia tra i commensali con chi si sceglie di brindare insieme per festeggiare qualcosa o esorcizzare una possibile sventura.

Approfondiremo altre curiosità sul brindisi, le celebrazioni ed il ruolo dei vini frizzanti nel prossimo articolo.

LE BOLLICINE SELEZIONATE PER TE DA SPACCIO GROSSO

Adesso passiamo dalla teoria alla pratica, perché abbiamo selezionato varie proposte di realtà artigianali che rappresentano l’eccellenza in Italia in fatto di spumanti e quindi ti parlo della storica azienda vitivinicola Castello di Stefanago.

La sede dell’azienda è un vero e proprio Castello del XI secolo che si trova in Lombardia, sulle colline dell’Oltrepo Pavese ad un’altitudine che varia tra i 350 e i 500 metri che è ottimale per la produzione di uve destinate alla spumantizzazione.

Qui si trovano sia i vigneti che le cantine dove avviene la produzione e l’affinamento dei vini coltivati nei 20 ettari di vigneto che viene seguito personalmente da Antonio e Giacomo Baruffaldi, con il preciso intento di rispettare e conservare la biodiversità del luogo.

L’impegno dei fratelli Baruffaldi è duplice perché da 20 anni hanno abbracciato anche il biologico con tanto di meritata certificazione e ciò comporta un extra lavoro in termini di cura e manutenzione per mantenere le vigne naturali e sane senza ricorrere ad agenti esterni.

La proprietà si estende complessivamente per 135 ettari che comprendono frutteti, un bosco ed i 20 ettari destinati alla vigna sono disseminati in maniera strategica per sfruttare al meglio le varie caratteristiche del luogo in base anche alla differente esposizione e composizione del suolo.

Il loro lavoro in vigna non si ferma mai, perché ogni singolo vigneto viene curato, osservato, studiato per preservare l’equilibrio e la biodiversità, tutto nell’ottica di avere un terreno vivo e dinamico con conseguente aumento della qualità delle uve.

I CAVALLI DI BATTAGLIA DELL’AZIENDA

Castello Stefanago produce ottimi bianchi, rossi e rosé fermi, ovviamente tutti bio e di grande struttura grazie all’incredibile lavoro in vigna dalla semina alla potatura, ma oggi come detto ci concentriamo sullo spumante che è uno dei fiori all’occhiello di questa casa vinicola che realizza bottiglie che loro stessi definiscono Ancestrali per il metodo di lavorazione.

Il primo è il “Cruasé”, un tipo di spumante DOCG metodo classico tipico dell’Oltrepò Pavese fin 1700. Si tratta di un blend di Pinot Nero e rosé che da vita ad uno spumante rosato dal profumo persistente, con intense note floreali, tipica spuma abbondante con perlage continuo e sottile, ed gusto equilibrato con una nota di giusta acidità.

Il vigneto di riferimento per il Cruasé è esposto sud precisamente a 420 metri su un terreno di argilla dove alloggiano 5000 ceppi a Cordone Speronato da cui vengono selezionati a mano solo i grappoli migliori.

Secondo grande prodotto della casa è il cosiddetto “Ancestrale Rosè”, spumante di colore cerasuolo dal profumo persistente con intense note di frutta.

Troviamo poi l’Ancestrale Pinot Nero, spumante che nasce da uve di Pinot Nero in purezza e caratterizzato da riflessi giallo oro, capace di evocare oltre ai profumi ed i sapori del frutto maturo anche note di pasticceria ed erbe aromatiche.

Infine abbiamo l’Ancestrale Blanc de Blancs (Chardonnay, Riesling e Müller Thurgau) di colore giallo paglierino con profumo persistente ed aromatico. A differenza dei tre precedenti, questo spumante non nasce nella stessa area ma da un vitigno esposto ad Ovest, ad un’altezza leggermente inferiore e con un terreno misto di argilla e tufo, coltivato a Guyot.
Tutte gli spumanti prodotti al Castello hanno una maturazione media di 2 o 3 anni durante i quali avviene solo ii rabbocco con il medesimo vino e nulla più.

Gli assaggi ci hanno entusiasmato e quindi possiamo consigliamo con sicurezza ai nostri clienti appassionati di testare questa etichetta artigianale che sono certo regalerà grandi emozioni nelle prossime festività.

Appuntamento alla prossima settimana in cui parleremo di un altro dolce tipico del periodo invernale, il torrone!

Un saluto da Bianca & Thomas.